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"I Bindun": i girovaghi della solidarietà

gruppo di amici nato nel 1982, quasi per caso, e che da allora si è dato da fare per regalare un sorriso a chi nella vita ha ricevuto poco o niente.
Alternando serate di spettacolo a sfide canore, partite di calcio a corse in bicicletta, per sostenere i disabili del Mosaico, della casa alloggio Arcobaleno o di quella dei Quattro venti, i bambini ospitati dalle suore Dorotee, gli ex tossicodipendenti della comunità La Costa, gli ospiti dell'ospedale psichiatrico o delle carceri; per stare con loro e con tanti altri amici meno fortunati.

"Noi quelli del Bindun che un giorno abbiamo voluto dare un senso diverso alla nostra vita perchè non ci bastava più essere girovaghi, bindun in milanese, ma costruire qualcosa".
Così dicono Beppe Bergomi, Beppe Baresi, Riccardo Ferri, i primi Bindun con Enrico Cucchi.

La scintilla è scoccata un giorno del 1984 da Romano Parnigoni, lui quell'idea l'aveva in testa da tempo, interista, conoscente di Sandro Mazzola, operai all'Aermacchi, ma soprattutto volontario per scelta.
"Venni a sapere - racconta oggi lo stesso Romano - che Alessandro, un bambino di Milano, aveva bisogno l'aiuto per sottoporsi ad un delicato e costoso intervento chirurgico. Così ho chiamato i due Beppe, Baresi e Bergomi, che frequentavo da tifoso.
Sapevo che mi avrebbero potuto aiutare. Perchè in comune avevamo l'esperienza degli oratori, quella cultura della solidarietà vera e cristiana".

Per Alessandro ci fu il debutto musicale del gruppo:a quella prima serata sono seguiti migliaia di appuntamenti, con un'agenda sempre più fitta: " Perchè solidarietà non è solo raccogliere fondi - spiegano i Bindun - ma un impegno personale perchè c'è bisogno di contatto umano. Per tutti la miglior terapia è quella di esserci. E alla fine siamo noi a dover ringraziare, sempre, di avere la possibilità di dare un piccolo aiuto."

Da allora il gruppo è cresciuto, sempre più coinvolto e coinvolgente. In più di venti anni, di strada i Bindun ne hanno macinata tanta, spesso e volentieri in silenzio, senza tanta pubblicità e clamore perchè l'importante è far capire alla gente che le persone in difficoltà devono vivere come i più fortunati, senza barriere, soprattutto quelle dei pregiudizi.

Non ci sono segreti,solo passione e voglia di essere solidali.

Ultimo aggiornamento (Martedì 01 Settembre 2009 07:48)

 
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